Giocando sul famoso titolo del film di Romero, “La notte dei morti viventi” Paul Krugman nel suo blog sul New York Times il 13 marzo ha scritto un pezzo dal titolo “Night of the Living Alesina”, traducibile “La notte del vivente Alesina”. Vi propongo qui la traduzione del pezzo. Mi sono risparmiato del tempo usando la traduzione comparsa Keynesblog.

Ehi, ricordate i bei vecchi tempi dell’austerità espansiva? Su entrambi i lati dell’Atlantico, i fautori dell’austerità hanno preso il lavoro accademico di Alberto Alesina e Silvia Ardagna sostenendo che il consolidamento fiscale, se concentrato sui tagli alla spesa, porterebbe all’espansione economica. Non perché lo studio fosse particolarmente interessante – visto che anche una rapida occhiata suggeriva che la metodologia per la trattazione dell’austerità era gravemente viziata. Piuttosto Alesina ha detto alla gente quello che voleva sentirsi dire, e loro si sono accodati.

Da allora abbiamo avuto quella che deve esser stata una delle combinazioni più nette mai esistite di critica accademica e test sul mondo reale di una dottrina economica – e l’austerità espansiva non è uscita a pieni voti. Il FMI si è messo ad indagare l’austerità attraverso un esame delle politiche effettivamente adottate e i risultati di Alesina sono stati contraddetti. I critici hanno mostrato che tutti gli esempi di presunte espansioni attraverso l’austerità hanno coinvolto fattori come il deprezzamento della moneta o cali repentini dei tassi di interesse che attualmente non sussistono. Le politiche di Osborne nel Regno Unito hanno portato alla stagnazione; per non parlare della zona euro, beh…

Comunque, se si toglie la Grecia, il risultato è più o meno la stesso, anche se l’R-quadro è inferiore.
Ci si sarebbe potuto allora aspettare che i fautori dell’austerità cambiassero idea o trovassero almeno altre giustificazioni. Invece no. Sia David Cameron che Paul Ryan continuano a predicare la vecchia religione dell’austerità espansiva, la favola della fiducia e tutto il resto.
Questo è, tra l’altro, un problema abbastanza grande per il bilancio di Ryan, che produce effettivamente molta austerità concentrata, perché in parte mantiene gli aumenti fiscali che finanziano la “Obamacare”, ma rimuove l’espansione del Medicaid e alcuni sussidi. Il risultato sarebbe un forte drenaggio fiscale nel 2014 e nel 2015 – anni in cui è molto probabile che gli Stati Uniti si troveranno ancora in una trappola della liquidità, così che i moltiplicatori saranno alti. Questo particolare “Cammino verso la prosperità” è, nel breve-medio termine, assai più un percorso di depressione continua.
Per fortuna non accadrà. E una rapida lettura delle reazioni suggerisce che il nuovo piano di Ryan viene accolto con derisione, piuttosto che con adulazione. I nostri esperti stanno imparando? Un po’, può darsi.

Annunci