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L’arrivo in Parlamento di Grillo e soci ha riaperto il dibattito sull’euro. Non che si fosse mai sopito, ma oggi ha acquistato nuova “passione” giornalistica. Insomma la cosa fa notizia. Il periodo pre-elettorale ha infuocato la questione mettendo in primo piano le primedonne dell’economia. Un piccolo esempio è la tristissima discussione televisiva del 18 gennaio scorso che potete vedere qui. Il video non è tanto interessante per quello che gli ospiti dicono quanto per la voglia di bucare lo schermo di personaggi più o meno credibili. Il primo è un tal Paolo Barnard. I più informati sapranno qualcosa di questo baldo quasi sessantenne vestito da adolescente. Chi non lo conoscesse può rifarsi alla voce biografica di Wikipedia in inglese qui. In inglese perché la voce italiana è stata bloccata a cause di minacce di azione legale. Bloccata addirittura dal 2011. Perché? Non conosco le ragioni dell’azione legale (suppongo dello stesso Barnard) contro Wikipedia ma, grazie al cielo, Internet è un luogo fantastico che non perde mai memoria. Perciò la biografia di Barnard censurata è ancora visibile usando WaybackMachine. Basta andare qui per recuperare l’antica pagina oggi oscurata. Non so, e non voglio entrare nel merito, ma si tratta di una biografia che a me personalmente mette disagio. Tanto per intendersi l’uomo è nemico giuratissimo della Gabanelli per le ragioni che potete vedere sulla biografia “censurata” e sullo stesso sito di Barnard. Barnard ha una tesi generale e altre tesi sparse economiche. Le sue tesi economiche spesso sono un po’ confuse ma quella generale merita una citazione. Barnard dice che l’Italia non è solo in balia del “Sistema”, ossia di tutte le cricche e le caste possibili ed immaginabili, ma anche dell’Antisistema. Nel ragionamento di Barnard per Antisistema si intende tutto il mainstream di contestatori più o meno organizzati e, in particolare, Beppe Grillo. Grillo viene accusato di provocare isterismi di massa e di indirizzare gli italiani verso bersagli sbagliati che non servono in alcun modo ad erodere realmente il Sistema. L’intero ragionamento in proposito lo trovate spiegato con le sue stesse parole qui. Su Barnard mi fermo qui. Per il ragionamento che sto facendo basterà ricordarsi un punto espresso rozzamente: Paolo Barnard è contro Grillo (ed è ricambiato).
Seconda primadonna economica: Alberto Bagnai. A differenza di Barnard, Bagnai è un economista con i galloni. Ossia ha una cattedra inerente a materie economiche all’Università di Chieti-Pescara. Ma tale qualifica lo renderebbe uno tra i tanti docenti posizionati in atenei di scarsa o scarsissima fama (secondo la classifica del Sole24Ore l’Università di Chieti-Pescara è al 48° posto in classifica sulle 58 università italiane). Ovviamente ci possono essere geni ovunque, che vivono, combattono e lavorano anche in Università poco efficienti. Bagnai è evidentemente al di sopra del luogo dove insegna tant’è vero che si è ingegnato con grande energia a dibattere temi di economia nel suo sito chiamato Goofyeconomics. La definizione che Barnard fornisce di Bagnai è piuttosto netta: “ha leccato il deretano a Grillo pur di emergere”. Ovviamente Barnard si assume la responsabilità di ciò che dice, ma nella definizione emerge un punto che ci interessa: Alberto Bagnai viene collocato nell’area del Movimento 5 Stelle. Ed è probabilmente per questo “odore di gloria” che è assurto alle cronache televisive. I suoi interventi sono oramai numerosissimi. Basta andare su YouTube per trovare decine di spezzoni televisivi e persino guarda caso all’interno del blog di Beppe Grillo). Il tutto gli ha fruttato milioni di contatti sul suo blog e probabilmente una impennata di vendite del suo libro “Il tramonto dell’euro”. A parte il fatto di essere sgradevolissimo ai limiti della maleducazione nella sua prosa, di Bagnai ci interessa per il momento dire solo questo: è o sembra essere il punto di riferimento economico del Movimento Cinque Stelle.
La terza primadonna economica la conosciamo già. O meglio si tratta di due primedonne: Alberto Bisin e Michele Boldrin di NoiseFromAmerika, reduci ambedue del disastro politico di “Fermare il declino” o “Fare per fermare il declino” o come si chiama(va). Bisin e Boldrin li conosciamo. Non voglio tornare su di loro, voglio solo segnalare che ieri sul loro sito Bisin, smaltita la batosta elettorale, è tornato a ruggire guarda caso contro Barnard e Bagnai in un suo post.
Insomma nel tripudio dei signori B., Barnard urla contro Bagnai, Bagnai contro Barnard, Bisin (anche per conto di Boldrin) contro Barnard e Bagnai che ricambiano. L’economia è diventata una questione di primedonne urlanti, di sgomitamenti e risse da cortile esibite in televisione.
Purtroppo la situazione non è felice per nessuno di noi. E mentre si addensano nubi fosche all’orizzonte queste primedonne sono tutte intente ad apparire in televisione, a contare i milioni di passaggi sul proprio blog e a fare giri di valzer con la politica perché non si sa mai che arrivi una poltrona e comunque l’ultimo libro si vende meglio.
Ma su cosa si accapigliano le primedonne? Sulla questione “Euro sì, Euro no”. Ossia sul tema se sia meglio restare nell’Euro oppure uscire tornare ad una moneta nazionale e ricominciare tutto daccapo. In tempi non più recenti anche qui ho scritto qualcosa in proposito. A proposito della Grecia scrivevo che avrebbe fatto bene ad Atene uscire dall’Euro. A proposito della Germania ho scritto che è Berlino che ha guadagnato di più dalla moneta unica. A proposito della creazione dell’Euro ho scritto che fu una nascita confusa, mal diretta, mal gestita e con massicce dosi di malafede da parte di tutti. Ho scritto che questo Euro non ci fa per niente bene allo stato attuale della situazione.
Ma io non ho voglia di diventare famoso (il sito rimane anonimo), non ho voglia di trovarmi un partito di riferimento (non mi interessano le poltrone), non ho voglia di esibire titolature accademiche perché la moda di mostrare lauree e dottorati è per me puro istinto adolescenziale degno delle gare di chi fa la pipì più lontano.
Voglio dirvi solo una cosa: la questione se stare o non stare nell’Euro è pura cortina fumogena, pura fuffa che alcuni cavalcano per interesse personale. Oggi è un punto che non ha alcuna rilevanza. Non è all’ordine del giorno, i problemi sono altri. Ma a tutti i signori come Boldrin und Bisin, Barnard, Bagnai fa comodo indirizzarsi lì. Per due motivi. Il più serio è che non hanno niente da dire che abbia un minimo di serietà. Il secondo è che la questione appassiona milioni di persone. Il che significa fare contatti, acquisire notorietà, finire in televisione.
Nel prossimo post cercherò di spiegarvi perché oggi non ha alcun senso occuparsi del tema. Certo coglierete la contraddizione interna: dici che non conta ma ci scrivi. Già è parzialmente contraddittorio ma serve. Serve ad occuparci, poi, dei veri problemi. Visto che non devo vendervi i miei libri, che non mi sono candidato da nessuna parte e ho in odio la televisione, fidatevi.

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