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Naturalmente non è il tema che preoccupa maggiormente. Soltanto qualche militante particolarmente esagitato aveva potuto pensare che Fermare il Declino potesse arrivare al quorum. Nel panorama politico italiano la solenne trombata dei tromboni neoliberisti con erre moscia d’ordinanza e atteggiamenti da dandy espatriati, ha scosso poco. Alcuni hanno accusato il bugiardo seriale Oscar Giannino – che si è attribuito una laurea in giurisprudenza, una in economia e un master a Chicago – d’aver affossato una altrimenti vittoriosa marcia. Nulla di più sbagliato. Per quanto miserabile sia stata la figura collezionata da Giannino non è ad essa che va attribuita la totale ed irrimediabile sconfitta. Si tratta invece di una sconfitta che nasce dall’anima profondamente snobista dei maggiori rappresentanti di questo movimento. I Bisin e i Boldrin sono quanto di meno empatico si può chiedere in un momento di crisi. Aggiungiamo la vaghezza dei dieci punti e la frittata è fatta. Beninteso io sono contentissimo che questa gente sia stata riicacciata indietro. Ovviamente perché giudico le loro idee come potenzialmente distruttive di qualsiasi società democratica. Ma anche perché la loro discesa in campo mi aveva fatto perdere quel rispetto intellettuale che nutrivo per degli avversari. Avevano detto che non sarebbero mai scesi in politica e invece l’hanno fatto. Nei mesi, a dispetto della loro tanto sbandierata meritocrazia, si sono ben guardati dal denunciare quel che era evidente nel governo Monti. Non hanno detto una parola sulla carriera accademica del sottosegretario Martone. Non hanno detto nulla sulla figlia del ministro Frornero. Non hanno indagato, non hanno criticato. Si sono dimostrati a senso unico, spocchiosi e privi della capacità di ascoltare i problemi della gente. Ma in realtà queste critiche sono troppo cattive. Non sta nel DNA dei libersisti considerare le persone in quanto tali ma solo in quanto oggetti economici. Ricordo quando li vedevo godere come ricci mentre auspicavano la chiusura del Manifesto, scambiando il mercato per l’unico strumento di misura per la diffusione delle idee. Questa gente è coerente, non vuole empatizzare con le persone. Si sono accorti tardi che un poco di simpatia ci vuole. Qualcosa dovrai pure ispirare. Non sta nelle loro corde, la loro società è fatta di ricchi al tavolo da prnazo, ricchi lasciati in pace mentre consumano risorse e fanno ricadere le briciole sui meno fortunati. E pensavano seriamente di vincere? Per fortuna deve esistere una sorta di intelligenza collettiva. Non credo spariranno. Sta a noi farli sparire attraverso una opera di continuo contrasto. E poco importa se pensate che le vostre idee saranno lette da poche persone. Il punto è che per quanto picccoli possiamo sempre affondare i neoliberisti. Non è solo un dovere intellettuale ma anche civico e personale.

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