Intorno a me vedo soltanto facce scure. Grosso modo l’elettorato italiano si è diviso in tre: Bersani, Grillo, Berlusconi. Il Centrosinistra ha dimostrato di non avere la capacità di vincere. Alcuni ingenui del giorno prima e del giorno dopo (come il povero Flaneurotic) pensano che la vittoria sarebbe stata possibile se al posto di Bersani ci fosse stato Renzi. L’ipotesi da fantacalcio è così stupida che non meriterebbe commenti. Bersani è arrivato primo ma non ha vinto non perché sia un pericoloso bolscevico, piuttosto perché non ha saputo essere sufficientemente populista. Renzi sarebbe stato un po’ più populista di lui ma non avrebbe fatto alcuna differenza.

Il Centrodestra ha dimostrato di avere uno zoccolo duro più ampio di quanto si potesse pensare. Se questo fosse un paese normale si sarebbero fatti i conti sugli esiti attuali e quelli delle precedenti elezioni. E questo confronto ci avrebbe restituito la vera fotografia della realtà: il PDL ha perso quasi il 16%. Una sconfitta totale. Ma la distorsione mediatica ci ha detto che Berlusconi ha vinto. Emilio Carnevali su MicroMega dimostra di essersi fumato qualcosa perché il suo ragionamento è che Grillo ha preso così tanti voti perché ha contrapposto la semplicità alla complessità, ossia il principio dei militanti nuovi e puliti contro quello dei professionisti della politica. Per poi concludere che prima o poi Grillo e soci si dovranno ricompattare dietro la complessità. Ossia verranno corrotti dalla politica. Balle. L’unica cosa veramente sensata la dice Carlo Freccero che, in sostanza fa una fotografia realistica: Grillo è riuscito a interpretare il disagio della destra e della sinistra e le ha superate entrambe. Pradossalmente Grillo e Monti hanno tentato di giocare la stessa partita: sciogliere il bipolarismo e porsi alla testa di un movimento che facesse a pezzi i concetti di destra e sinistra. Monti non ci è riuscito perché reduce di un anno di governo stupidamente servo dell’ideologia liberista e perché chiaramente animatore di un partito d’élite, di padroni per padroni.

Sono d’accordo con Freccero: Grillo ha dimostrato che il problema non è più la collocazione destra-sinistra ma l’assenza di credibilità della destra e della sinistra. Che credibilità poteva avere a Sinistra il magistrato Ingroia con alle spalle il marciume fossile di partiti defunti concettualmente come Rifondazione Comunista o i Comunisti Italiani? Il progetto Ingroia aveva già perduto i suoi pezzi, aveva perso Alba e molti di Cambiare si può. E questi pezzi sono andati direttamente a finire dentro il Movimento 5 Stelle.

Ma il pasticcio più infame è stato fatto nel 2011 da un pessimo presidente della Repubblica come Napolitano. A quell’epoca la logica sarebbe stata quella di farci votare. Allora sì che Berlusconi sarebbe stato spazzato via e probabilmente Grillo (non ancora pronto) non avrebbe avuto gli stessi consensi. Invece Napolitano e tutto l’apparato partitico marcio a destra come a sinistra ha pensato di far finta di fare un passo indietro creando il frankenstein Monti. Ma Monti è molto meno animato di etica politica rispetto al suo predecessore tecnico Ciampi. Perciò dopo 13 mesi ha pensato di potersi ribellare ai suoi padroni. Monti ha spiazzato Napolitano, il PD e il PDL, con tutta l’arroganza del professore di fascia sociale privilegiata ha pensato di potercela fare.

Immagino che ci sia qualcuno che a questo punto chieda dopo l’analisi le soluzioni. Insomma mi aspetto di rileggere un commento di qualche giorno fa che mi diceva: “invece di sparare a zero su tutti, ed a volte, secondo me, anche gratutitamente, dai degli elementi per capire ed aiutare a scegliere….perché se no è come non scrivere”.

Io non ho soluzioni ma posso azzardare una possibilità. La possibilità di un accordo tra Bersani e Monti si è dissolta. Non perché Vendola abbia ricevuto consensi sufficienti a condizionare Bersani. Vendola ha fallito, riesce a portare in Parlamento una miserabile e ininfluente pattuglia di (mi pare) sette senatori e una ventina di deputati. L’accordo Bersani-Monti è evaporato perché Monti ha dimostrato una sostanziale incapacità politica. Rimane quindi a Bersani prendere il proprio programma, confrontarlo con il caos del non programma di Grillo e trovare dei punti di convergenza. Ossia: nuova legge elettorale che faccia in Italia quello che successe in Francia nel passaggio tra Quarta e Quinta Repubblica. Altro non c’è da fare, a parte sciogliere il nodo del nuovo Presidente della Repubblica, che non è poco.

Perciò l’unica soluzione è tornare al voto entro quattro mesi con una legge elettorale nuova di zecca. Facendo nel frattempo sparire l’accozzaglia di dilettanti allo sbaraglio (Monti, Vendola, Ingroia, Casini, etc.) sopravvissuti allo tsunami.

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