Tag

, , ,

Oramai la notizia ha fatto il giro delle redazioni da diversi giorni e la vicenda sembra aver trovato la sua conclusione. Il fatto è riassumibile in poche frasi: Oscar Giannino in una intervista rilasciata a Repubblica TV dice: “…. la nostra nasce da una idea masticata insieme ad un pugno di amici economisti italiani che insegnano in cattedre prestigiose all’estero … non so Luigi Zingales che insegna a Chicago dove ho preso il master”. Questa dichiarazione ha suscitato le nobili ire di Zingales che a Chicago insegna e che ha dichiarato di essere costretto ad abbandonare “Fare per fermare il declino” (a questo punto farebbero bene a fermare il loro di declino) perché mai Giannino ha conseguito un master né negli Stati Uniti né altrove. Giannino inizialmente con le mani sporche di marmellata ha cercato di dire che lui in USA c’era andato e il master se lo è preso in lingue. Altra miserabile panzana che è subito tramontata. Da tempo in giro per le piazze, immortalato dalle televisioni locali Gianno andava dicendo precisamente di avere conseguito un master in economia proprio lì dove insegna Zingales. Ora viene quasi in automatico un moto di ammirazione per Zingales che, degno figlio di Robespierre e Saint Just, anche a rischio di far cadere il ridicolo sul movimento di “turboliberisti de noantri”, denuncia il miserabile cialtrone Giannino insieme con le sue patetiche menzogne. E c’è un però che – inevitabilmente – mi ronza per la testa. Dunque. Zingales non dice nulla quando Giannino nei suoi comizietti da Lucca a Bassano del Grappa, di fronte a folle plaudenti di artigian-imprenditori privi di qualsiasi idea innovativa e desiderosi solo di essere tassati meno per i prodotti fuori mercato che sfornano, si attribuisce il master americano. Molto probabilmente non ne sa nulla mi direte voi. Mica può seguire il suo leader, il leader con il quale “mastica le idee” come un contadino delle Ande mastica la foglia di coca, con costanza. Zingales ovviamente ha anche altro da fare, è un professore meritocratico e dovrà pure guadagnarsi lo stipendio e qualcosa più dello stipendo con qualche ineffabile libretto ad uso del volgo italiano. Bisogna ammetterlo: si può supporre che Zingales non sappia cosa va sproloquiando in giro Giannino. E supponiamolo anche noi allora. Però ciò che Giannino dice stava anche scritto nel sito della parrocchietta economica amica di Zingales. l’Istituto Bruno Leoni. Nel sito di quest’altro gruppo anarco-liberista compariva anche Oscar Giannino e il suo curriculum vitae. Che Zingales ha letto tant’è che l’enfant prodige dell’economia neoliberista di scuola padovana dichiara a La Repubblica: “ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche, dichiarando di avere un Master alla mia università anche se non era vero. Anche la sua biografia presso l’istituto ‘Bruno Leoni’ ora prontamente rimossa riportava credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false“. Oh! Ecco che la mammola padovana fiorita in America si accorge di un curriculum che sta lì appeso da un  bel po’ di tempo (calcolabile attraverso WayBack Machine) e adesso fatto sparire in tutta fretta. Improvvisamente si accorge che lì sul sito dei suoi amici di ideologia Giannino viene qualificato così “Oscar Giannino è laureato in giurisprudenza ed economia e ha conseguito il diploma in Corporate Finance e Public Finance presso la University of Chicago Booth School of Business”. Insomma oltre al master anche due lauree … a Zingales delle lauree italiane non gliene può importare di meno ma, a differenza di un master straniero, le nostre lauree hanno ancora un valore legale e attribuirsele è un reato. Insomma: Zingales vuole dirci che non sapeva che da tempo immemore Giannino si vendeva come bilaureato e dotato di master.

Michele Boldrin, altro guru di Fermare il Declino e altro cavaliere immacolato della meritocrazia sembra abbia reagito dicendo: “Poi ci sono i baroncelli italiani, quelli omertosi con se stessi ed i loro colleghi ad ogni concorso, che scoprono d’avere una coscienza e chiedono “fuori il Cv”. Ottima idea: tirate fuori il vostro!”. Che meraviglia, Michele Boldrin di fronte alle accuse cosa fa? Adotta la tecnica di Bettino Craxi, quella del “abbiamo rubato tutti, quindi non ci sono colpevoli”. Un po’ poco da Boldrin, un po’ poco dai castigatori di costumi accademici. Castigatori a senso unico ovviamente perché loro, come tempo fa feci notare si interessano solo alle facoltà di economia e a null’altro. Altra stranezza dei “turbo meritocratici”. Insomma di fronte a quella che in termini strettamente tecnici si definisce una “figura di merda”, Boldrin abituato a fustigare i rei adesso difende un miserabile vittima del proprio desiderio di emulazione. Tutto da ridere. Ma lasciamo che Boldrin segua le sue rotte difensive lunari e facciamoci altre domande.

Davvero Zingales non sapeva nulla? Lasciatemi dubitare. Zingales e tutti i suoi amici di avventura sapevano bene delle umane debolezze di Oscar Giannino. Bastava andare su Wikipedia e constatare che di lauree e master sulla pagina dedicata al loro leader nulla c’era. Invece poi Giannino si è messo ad accusare anche Wikipedia (che lui non va a vedere). Bastava chiederselo. Bastava magari chiederglielo prima di candidarlo a capo del glorioso moviemnto neoliberista. Guarda un po’ in questa marea di teste fini che “masticano idee” insieme a nessuno è venuto in mente di controllare che tutto andasse bene prima del decollo, nessun check. Il povero Giannino ha continuato a vendere la sua immaginaria, folgorante carriera accademica e nessuno lo ha fermato. Era umano che uno cresciuto nel comodo e caldo nido dell’antico Partito Repubblicano, divenuto giornalista grazie al suo lavoro – guarda caso – su “La Voce Repubblicana” noto per la sua capillare diffusione sul territorio e l’indipendenza dai fondi pubblici, volesse avere un po’ del profumo da geni ribelli dei suoi amici professori. Abbiamo massacrato il Trota Bossi che si era andato a comprare una laurea in Albania e invece Giannino che – in modo sanamente economico – non paga nulla per due lauree e un master internazionale non lo si tocca? Non sia mai: ecco che arriva in scena Zingales, l’immacolato che nulla sapeva e che adesso tutto a scoperto.

Insomma in questa carnevalata c’è il primo attore Giannino che è perseguitato da curricula messi in rete a sua insaputa e che per non si sa quale motivo viene, a volte colpito da sonnambulismo, e durante tali crisi si accredita master a Chicago. Il secondo attore è Boldrin che lo difende, spadone alla mano, chiedendo non a lui ma agli altri il curriculum. Il terzo attore Zingales denuncia tutto facendo finta di non aver mai saputo nulla prima di quel momento. Il siparo cala sulla commedia buffa degna del Ruzante. Allo spettatore rimane da capire il cui prodest. Il chi ci guadagna elettoralmente dalla figura da peracottari dei neoliberisti italiani non mi è ancora chiaro. So solo che Zingales è lì con la pistola fumante in mano. Vedremo quali successi gli riserverà il futuro. Di Silvia Enrico, che va a sostituire Giannino non so molto, a vederla si veste meglio del suo predecessore (ci vuol poco), ha una espressione un po’ triste, abbastanza adatta alle circostanze di qyesta miserabile vicenda.

Annunci