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C’era da aspettarselo ma non era scontato. I francesi mandano a casa Sarkozy e i greci lasciano al partito socialista e a quello conservatore il 37% dei suffragi, impossibile quindi formare un governo neoliberista in Grecia. Impossibile contare sull’asse Parigi-Berlino, ora che Sarkozy passa all’opposizione. Quando la gente vota si dimostra ancora una volta che le balle della “meritocrazia” liberista, dell’austerità che arricchisce le banche, i faccendieri e gli economisti “amerikani” anarco-liberisti saltano come tappi di bottiglia. Quel che dimostrano a caldo le elezioni francesi e greche è che la cappa di piombo calata sul mondo occidentale da trent’anni, dagli anni di Reagan e della Thatcher, è diventata intollerabile. I cittadini ridotti a consumatori hanno usato l’ultima arma a loro disposizione: l’urna. Cambia tutto. Cambierà tutto. Nei prossimi giorni una moltitudine di preoccupati profittatori ci dirà che siamo entrati in una fase pericolosa. Ma il pericolo è soltanto per il capitalismo finanziario che ha giocato troppo a lungo e in modo troppo sporco con la vita delle persone. La lotta tra capitale e politica ha raggiunto un punto di rottura. Le persone si sono accorte pian piano che, con la scusa della meritocrazia e del libero mercato, la loro vita veniva sempre più messa a rischio. Se oggi – invece di avere un governo sul filo della legittimità costituzionale – in Italia si votasse le scelte non sarebbero diverse. Qualcuno dirà che ad essere puniti sono genericamente i partiti al governo, non quelli di destra. Ed è vero. Questa è la svolta meno ideologica e più forte degli ultimi trent’anni. La gente non sta votando per la destra o per la sinistra, la gente sta votando contro il liberismo. Sta succedendo quello che accadde dopo la spaventosa crisi del 1873, dopo quella del 1929: le persone vogliono che la politica torni a fare il mestiere per cui è stata creata: perseguire il bene comune e delle persone comuni. Mettere di nuovo al centro progetti di benessere condiviso, questo è quello che chiede la gente. Porre un freno alle disuguaglianze diventate evidenti e intollerabili. Toccherà avere molto senso di responsabilità per non regalare questa svolta ai demagoghi di ogni Paese e riuscire a depurare la politica dai ladri corrotti che si sono arricchiti in questi anni. Il difficile verrà domani quando dovremo mandare a casa i Bersani, i Berlusconi, il Grande Centro e i Montezemolo, senza cadere nelle mani di Grillo e senza restare in quelle di Monti. Ma ne parleremo i prossimi giorni, quando Hollande ci dirà cosa vuol fare con la Merkel.

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