Ieri l’ideologia neoliberista ha ottenuto un altro successo. Nel silenzio dei più il Senato ha votato sì alla introduzione nella Costituzione del pareggio di bilancio. Il golpe è compiuto. Come nota Vladimiro Giacché su Micromega: “da oggi Keynes è fuorilegge”. Infatti Jhon Maynard Keynes sosteneva che, nei periodi di recessione, lo Stato, attraverso il deficit di bilancio poteva agire per rilanciare l’economia.
Non sarà più possibile (se non in casi eccezionali) ricorrere a questo sistema di rilancio. Ma ciò che è più grave è che i servizi essenziali ai cittadini potranno essere erogati solo se non costituiranno un aumento del deficit. Servizi essenziali ossia sanità, ricerca,

Negli Stati Uniti, complice la campagna presidenziale, si comincia a comprendere che la lotta per uscire dalla crisi non è politica ma economica, è lo scontro, resa dei conti con i neoliberisti. Ecco che Keynes torna i copertina.

istruzione. Da ora in poi il diritto alla salute e tanti altri diritti saranno a pagamento. Si apre la via per la privatizzazione di segmenti fondamentali della nostra società. Non è facile che ci sia un sussulto di indignazione nei cittadini perché non sono immediatamente percepibili le conseguenze. In una parola: se lo Stato non può indirizzare risorse al di là delle sue entrate per realizzare opere di sviluppo si apre la porta ai privati. Ma i privati intervengono solo laddove l’investimento ha un ritorno.
Immaginate di vivere in un paesino di montagna di qualche migliaio di abitanti. Far arrivare elettricità, gas, costruirvi un ufficio postale, una scuola, etc. rappresentano investimenti con uno scarsissimo ritorno economico. Perché portare la banda larga lassù? Perché agevolare gli anziani con una farmacia comunale se questa non riuscirà a coprire interamente i propri costi vista la scarsità di abitanti? Sino ad ora quel paesino di montagna aveva potuto contare sull’intervento dello Stato, con l’obbligo del pareggio di bilancio  non sarà più così e i privati non avranno alcun interesse a investire. I cittadini dovranno allora decidere se rimanere in una situazione via via più disagiata oppure andarsene più a valle.
Il silenzioso golpe che cambia la nostra Costituzione cambierà la vita di tutti. Sul breve periodo impedirà di uscire dalla crisi. E’ chiaro che questa crisi si risolve soltanto se l’economia riparte. Il governo Monti ci sta dicendo che l’emergenza è abbassare il debito pubblico. Per ottenere questo risultato si sono compiute manovre economiche che, altro non sono se non tagli brutali. Sinora Monti ha operato tagli per 30 miliardi. Berlusconi aveva tagliato per 55 miliardi. Tutti questi tagli hanno ottenuto un unico risultato: deprimere ulteriormente l’economia. Se è chiaro che un deficit pubblico fuori controllo e gestito senza responsabilità (come è accaduto in Italia negli ultimi trent’anni, se non di più) porta al tracollo della economia, è altrettanto chiaro che il pareggio di bilancio perseguito “per sé” non garantisce la crescita e la stabilità. Paradossalmente, se domattina lo Stato si ritirasse da qualsiasi spesa, cessasse di sostenere la sanità, l’istruzione, non pagasse gli stipendi, etc. ossia non ridistribuisse la ricchezza accumulata con le tasse, la nazione andrebbe in bancarotta in presenza di un pareggio di bilancio. Si può pareggiare il bilancio ma se questo è l’unico obiettivo il risultato è deprimere la domanda. ED è quello che vediamo uscendo di casa. Tagliare le pensioni e gli stipendi per raggiungere il pareggio di bilancio significa ridurre le capacità di spesa dei cittadini. Se i cittadini non spendono le imprese non guadagnano. Se le imprese non guadagnano licenziano. E la situazione si aggrava giorno dopo giorno.
Quando Monti ci dice che tutto quello che si sta facendo serve a non farci fare la fine della Grecia sta mentendo. Il PIL diminuirà del 2,6% quest’anno, il prossimo anno le previsioni sono di una diminuzione del 2,9%. Ma se – contemporaneamente – dovremo ridurre il deficit del 5% all’anno sino ad avere un rapporto debito/PIl del 60%, significherà continuare a fare manovre di tagli anno dopo anno sempre più pesanti in presenza di una recessione. Il risultato è semplice: bancarotta.
Qualcuno si è accorto che i mercati – nonostante le manovre di Monti – non sta rispondendo bene.  La ragione è semplice: ai mercati interessano economie in crescita. I provvedimenti di Monti non garantiscono nessuna crescita.
Lo scrivevo mesi fa: i neoliberisti stanno erodendo pian piano le basi della società civile. Quando ci accorgeremo che questa non è soltanto una teoria economica ma è una ideologia criminale sarà troppo tardi.

PS. Se a qualcuno sembra che io stia semplificando temi complessi riducendoli all’attacco frontale che il neoliberismo sta facendo alla felicità e alla dignità delle persone, consiglio un libro fresco di stampa. Purtroppo è in inglese e si intitola: Keynes Hayek: The Clash that Defined Modern Economics, ed è di Nicholas Wapshot. Una lettura interessante, vi consiglio di ordinarlo e di leggerlo.

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