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“L’incertezza sulle prospettive delle riforme istituzionali nell’area dell’Euro e le deboli prospettive macroeconomiche nella regione che continueranno a pesare sulla già fragile fiducia del mercato; le sfide che devono affrontare le finanze pubbliche italiane, in particolare il suo grande stock di debito e l’alto costo del finanziamento, così come il deterioramento della situazione macroeconomica del Paese; il significativo rischio che il governo italiano possa non riuscire a raggiungere i suoi obiettivi di risanamento e indirizzare il suo debito pubblico data la pronunciata debolezza strutturale economica del Paese”.

Questo il comunicato di Moody’s di stasera che giustifica un ulteriore abbassamento del rating italiano da A2 a A3. Anche gli spagnoli sono stati trattati male e peggio di noi (declassati da A1 a A3). Il Portogallo – prossima vittima degli squali che aspettano di sapere a quali condizioni l’UE presterà gli 87 milardi previsti per il salvataggio – è stato declassato a Ba3 che significa che i bond portoghesi puzzano appena un po’ meno di un cassonetto dell’immondizia. Sono a un passo dal “junk”, dalla spazzatura appunto. Come qualsiasi persona sensata pensa Monti non ha convinto nessuno. Non poteva convincere nessuno. Il tour negli Stati Uniti, la stretta di mano con Obama, le interviste rilasciate a destra e manca, la copertina (solo dell’edizione europea) di Time sono solo fuffa. Il mercato sa che i tagli e i sacrifici non servono a nulla. Non servono realmente a ridurre il debito in assenza di domanda e di espansione. Il mercato sa che le politiche abbozzate da Monti ci conducono dritti verso la recessione e non mettono mano al problema vero del Paese: l’enorme evasione fiscale. Il governo Monti è stato veloce nel colpire pensionati e povera gente, ha ruggito con tassisti e avvocati, ha strapazzato per bene i giovani lasciandoli insultare da due ministri e da un viceministro e dopo … il nulla. Per gli evasori fiscali soltanto la propaganda da circo del “blitz” di Cortina d’Ampezzo, la sfilata di finanzieri a Milano e Roma.
Questo governo ha le idee confuse e molta arroganza. Non ha alcuna capacità di progettare il futuro e passa il suo tempo a pavoneggiarsi sulla ritrovata credibilità. Per ritrovare credibilità dopo le avventure del Nonno Sporcaccione sarebbe bastato un onesto amministratore di condominio o qualsiasi persona incensurata e mediamente onesta. Il problema non è la credibilità è la sostanza. E la sostanza non c’è.

Se è vero che questo governo deve salvare l’Italia non lo farà mettendo la fiducia sui suoi atti o emettendo decreti legge strampalati. Volete un esempio? Aver abolito su due piedi le tariffe professionali degli avvocati fino ad ora ha provocato un solo problema: i tribunali non sanno a cosa rifarsi per calcolare e liquidare gli avvocati che hanno condotto difese d’ufficio. E per pagare cosa dovranno fare? Attenersi agli usi. E gli usi quali sono? Quelli passati. Ossia le tariffe professionali abrogate. Insomma una arlecchinata di Monti che provocherebbe persino qualche risata se ne avessimo voglia.

Il liberista Monti in questo momento probabilmente dovrebbe concentrarsi sul recupero dell’evasione più che sull’articolo 18. E se proprio vuole colpire il lavoro dipendente (e certamente non serviva un professore della Bocconi per colpire i soliti fessi e alzare il prezzo della benzina o tassare il tabacco e le cartine per fare le sigarette) potrebbe cominciare a interessarsi di tutti gli articoli che vanno dal primo al diciassettesimo. L’articolo 18 è solo una bandiera. Ma siccome Monti sta cercando la fiducia dei mercati pensa di ottenere fiducia facendo vedere che può spezzare le reni della CGIL.

Pensate che sulla Francia, la Gran Bretagna e l’Austria (che si sono beccate un outlook negativo) Moody’s dice: “L’outlook negativo riflette la presenza di un certo numero di specifiche pressioni sul credito in grado di esacerbare la suscettibilità dei rispettivi debiti sovrani  e dei loro programmi di austerità in rapporto a qualsiasi ulteriore deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie generali”.  Il che vuol dire che secondo l’agenzia di rating se anche i tre paesi di cui sopra non sono messi male come altri dovranno sopportare i contraccolpi di quel che succede altrove. Per esemplificare l’Austria comincerà ad avere problemi se la situazione nei Paesi dove ha investito (ossia paesi come la Slovenia, l’Ungheria, la Romania) dovesse peggiorare.

Volete leggere in originale quello che dice Moody’s questa notte? Basta cliccare qui. Magari mandatene una copia anche al professor Monti, quello che aveva convinto Wall Street.

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