Tag

, , , , ,

In un sussulto d’orgoglio tutti e tre i partiti che sostengono il governo del tecnocrate Venizelos hanno detto “no” alle nuove misure di austerità chieste dall’Unione Europea. La richiesta europea consisteva in nuovi tagli ai salari. La richiesta più immorale era quella di tagliare del 25% il salario minimo mensile stabilito a 750 euro. I dirigenti greci avevano proposto il congelamento degli stipendi (già duramente tassati) per tre anni ed altri tagli al welfare per un totale del 10%. Ma all’Unione Europea questi sacrifici sono parsi insufficienti. L’opposizione al nuovo diktat europeo avrà come conseguenza, il blocco della approvazione dell’aiuto previsto di 130 miliardi di euro. Le prime conseguenze arriveranno il 20 marzo, data in cui il governo greco dovrà restituire 14,5 miliardi di euro per i titoli di Stato in scadenza. Se entro questa data i greci non avranno reperito nuove risorse il default non sarà più tecnico ma sostanziale. Le ripercussioni – come in un gioco di domino – arriveranno in Spagna e in Italia. Una riunione tenutasi a Berlino venerdì tra i Paesi che ancora hanno la “tripla A” (Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo) ha stabilito che o Atene accetterà i nuovi tagli o cesseranno tutti gli aiuti. L’alternativa potrebbe essere un “default controllato” ossia il rimborso del solo 50% agli investitori che possiedono bond greci. La Germania tuttavia si oppone a qualsiasi ristrutturazione del debito che non preveda un accordo preventivo con le banche che detengono i titoli di Stato. Un completo default è ritenuto impensabile per gli effetti che si genererebbero su tutta l’Eurozona. Il premier Papademos – imposto dalla Unione Europea – sembra stia considerando in queste ore l’ipotesi di dimissioni. D’altro canto il ministro delle finanza Venizelos ha avvertito che “espellere” in questo momento la Grecia dall’euro senza alcun controllo sarebbe una catastrofe. In Parlamento ha dichiarato che “è vero che gli standard di vita del Paese sono crollati e le pensioni hanno perso quasi tutto il loro valore ma questa situazione non sarebbe nulla al confronto di ciò che accadrebbe in un paese in bancarotta”.
La Germania oltre a chiedere misure sempre più pesanti chiede che tutti i partiti che appoggiano il governo firmino le nuove misure di austerità. George Karatzaferis – capo del piccolo partito di destra Laos che sostiene il governo – il 1° febbraio ha scritto una lettera a al presidente dell’Unione Europea, José Barroso, affermando che ulteriori misure di austerità provocheranno il collasso economico e rivolte popolari mai viste in Europa da decenni. Decidere di licenziare 150.000 persone entro il 2015 in un Paese al collasso secondo Karatzaferis significherebbe rendere incontrollabile la situazione sociale. In più la richiesta europea di commissariare la Grecia creando una commissione europea in grado di mettere il veto su ogni decisione di spesa del governo greco ha indignato tutti i partiti e i cittadini greci.
Sembra evidente che la Germania sta giocando con il fuoco. Anche un bambino si accorgerebbe oramai che non è più possibile chiedere ai greci nuovi sacrifici economici. Con le nuove norme introdotte si è tassato all’inverosimile ogni aspetto della vita quotidiana. Il costo del rinnovo della patente di guida è salito a 200 euro, i salari sono stati brutalmente tagliati del 35-40%, è stata stabilita una nuova imposta di “solidarietà” che colpisce i redditi annuali dall’1 al 4%, una nuova tassa energetica. una tassa fondiaria  che va da 0,5 a 20 euro al metro quadro. Il tasso di disoccupazione a maggio 2011 (ma si tratta di dati ufficiali) era del 16,6%, i bilanci degli ospedali sono stati tagliati del 40% e oggi in Grecia scarseggiano le medicine. Criminalità e illegalità sono in vertiginoso aumento insieme ai senza casa. L’aumento della prostituzione si è accompagnato da un altrettanto rilevante aumento di casi di AIDS rispetto agli anni scorsi. Si svuotano i pensionati: le famiglie si riprendono in casa gli anziani per recuperare le misere pensioni. Non si può più chiedere ai greci altro, ma il Fondo Monetario Internazionale e la UE sembrano non preoccuparsi del destino di milioni di vite. Inutile farsi illusioni: questa è la ricetta destinata ai greci, agli spagnoli e agli italiani.

Aggiungo un video apparso su “Servizio Pubblico”, probabilmente le parole dei greci sono più esplicite e comprensibili delle mie.

PS. Naturalmente da NoiseFromAmeriKa ancora non giunge alcun commento alla correttezza dei concorsi pubblici universitari sostenuti dal vice ministro Martone. Noi continueremo a chiederlo. Non si capisce perché su questo caso NoiseFromAmeriKa non abbia niente da dire.

Annunci