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Avrei voluto scrivere il prossimo post a gennaio, godermi e lasciar godere in pace le feste natalizie. Purtroppo però a riportarci alla realtà è stata l’asta dei titoli di Stato italiani. Non sono riuscito a trovare articoli online, la stampa italiana sembra assorta nel celebrare la morte di Giorgio Bocca che, dai toni, sembra pronto ad essere fatto santo subito sull’altare della coesione sociale. Mi pare scandaloso visto che il personaggio era tutto meno che un padre della Patria ma questo è un altro discorso. Torniamo ai nostri bond italiani.

Tra oggi e giovedì si piazzano 9 miliardi di euro a sei mesi, 2,5 miliardi di euro a zero coupon, tra i 5 e gli 8 miliardi di euro a dieci anni. I bond a dieci anni hanno superato il 7% di interesse. Che significa? Significa che il 7% non è sostenibile, tassi del genere hanno affossato il Portogallo, la Grecia e l’Irlanda, i tre Paesi che sino ad ora hanno fatto “bail-out”, ossia bancarotta. In questo momento le banche potrebbero comprare i bond italiani, infatti hanno ricevuto prestiti all’1% dalla BCE e potrebbero traquillamente comprare al 7% con una bella fetta di possibile guadagno. Solo che non ci crede nessuno. Se ad esempio la BNP Paribas e la Deutsche Bank nelle settimane scorse hanno venduto i bond italiani in portafoglio, perché dovrebbero comprarli ora? Perché dovrebbero impegnarsi visto la fine che ha fatto la MF Global, la banca americana fallita dopo essersi riempita di titoli di stato spagnoli e italiani?

Cento anni fa esatti i titoli di Stato rendevano il 3,75%, oggi rendono il 7,05%. Un grande progresso al contrario.

Gli spagnoli però stanno meglio di noi: riescono a piazzare titoli intorno al 5.35%, una cifra ancora sostenibile. Il governo della lacrimosa signora ministro e del tecnocrate Monti non è riuscito a convincere i mercati con la manovra  “sponsorizzata” dai pensionati e dalla crescita zero. Il che è molto preoccupante visto che abbiamo da piazzare 350 miliardi di titoli di stato nel 2012. Trecentocinquanta miliardi in trecentossessantacinque giorni, festivi compresi. Significa che ogni giorno dobbiamo riuscire a vendere 958 miloni e rotti euro. Significa che pagheremo un interesse di più di 24 miliardi e mezzo.

Tutto questo nel 2012. E nel 2012 è prevista – nella migliore delle ipotesi – crescita zero. Il governo Monti dovrebbe farci sapere come intende far crescere questo Paese, perché è solo stimolando la crescita che si uscirà dalla crisi. Ma Mario Monti si è preso 90 giorni di tempo per delineare provvedimenti di stimolo alla crescita. Novanta giorni, un tempo assurdo per i mercati. Noi, occupati a celebrare le dubbie virtù di Giorgio Bocca (un campione dell’essere “ex”, praticamente è stato “ex” di tutto, quasi un voltagabbana professionista) di queste cose, forse, non dobbiamo sapere nulla.

 

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