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C’è evidentemente una gran voglia di non far capire qual’è la situazione reale di questa crisi. Sfogliare i giornali oggi significa prendere atto che i teoremi intorno a ciò che sta accadendo sono quanto di più falso ci si possa attendere. Ammetto che Eugenio Scalfari non mi è mai piaciuto né come giornalista né come persona. Ho sempre pensato che un uomo che è stato politicamente ogni cosa (fascista, radicale, socialista, tecnocrate liberista) è, fondamentalmente, un uomo che è interessato soltanto a sé stesso. Sul sito de La Repubblica di oggi pubblica un commento che è quanto di più confuso e sviante si possa immaginare. Il filo rosso che unisce gli sconclusionati ragionamenti dell’ormai ottantasettenne Scalfari è la fideistica accettazione del tandem Mario Draghi – Mario Monti. Scalfari come buona parte del PD ha sposato la tesi del migliore dei mondi possibili: non c’è alternativa alla ricetta liberista.

Eugenio Scalfari, il pifferaio magico di Mario Monti.

Quello che Scalfari non dice è che la Germania sempre più sta manovrando per creare un’area economica di integrazione fiscale ed economica tra i Paesi “forti”: Finlandia, Olanda, Francia e la stessa Germania. Poco importa che quest’area mantenga l’Euro come moneta di riferimento. Perché se anche continuasse a chiamarsi Euro sarebbe sostanzialmente il Marco. Questa operazione avrebbe un costo pari al 2% del PIL tedesco. Sarebbe in ogni caso un buon affare per i tedeschi. Il piano però non può avere tempi brevi perché – in caso contrario – lo shock sarebbe troppo duro e il crollo di Spagna e Italia troppo veloce. I tedeschi vogliono riuscire a tamponare la situazione per ottenere due risultati: mettere sotto tutela i Paesi mediterranei dal punto di vista economico mantenendoli in vita come mercati per le loro merci; spostare gradualmente i rapporti commerciali verso Est ossia verso Cina e Russia. Oggi l’80% di ciò che i tedeschi vendono è concentrato nell’Eurozona, ridurre l’importanza di questi mercati almeno al 50% è vitale.

Per mettere in atto questa operazione occorre che le banche tedesche siano più “sane” possibili, ossia che abbiano sempre meno titoli di stato italiani e spagnoli in pancia. Il Financial Times scriveva due giorni fache in nove mesi le banche hanno venduto 65 miliardi di euro in titoli spagnoli e italiani alla Banca Centrale Europea. L’ultra ottuagenario Scalfari gongola quando scrive “Il nocciolo della manovra tuttavia non è nel ribasso dello 0,25 per cento del tasso, bensì nell’apertura di un gigantesco sportello: prestiti illimitati per la durata di 36 mesi a tutte le banche dell’Eurozona al tasso fisso dell’un per cento. Il collaterale di garanzia è costituito da titoli di Stato dell’Eurozona”, Questo suo gongolare mi fa pensare che o non capisce nulla di economia oppure (ipotesi più probabile) è in malafede. Di fatto le banche italiane sono state autorizzate a prendere a prestito liquidità dalla BCE al tasso di interesse dell’1% e lo Stato italiano al 6-7%. In questo modo Draghi potrà chiedere alle banche di accollarsi parte del debito pubblico ad un taso di interesse molto basso. Quel che Scalfari non dice è che questo “regalo” è un frutto avvelenato. Sony Kapoor, un economista indiano del think-thank Re-Define (che se conoscete l’inglese vi consiglio di leggere periodicamente) commenta in modo molto semplice: “Così facendo si rende più forte il legame tra le banche e i titoli di stato, cosa che si è dimostrata particolarmente pericolosa in tutta la crisi. Anche se si tratta di un provvedimento utile sul breve periodo, sul medio termine può aumentare la vulnerabilità sia delle banche che dei titoli di stato di fronte ad un futuro shock”.

Questa operazione – che il troppo anziano o troppo ipocrita, scegliete voi, Scalfari saluta con favore – di fatto è un modo per tamponare la situazione e guadagnare altro tempo. Poiché non serve a nulla sul breve periodo e sarà un disastro sul lungo. Ma è quello che interessa ai tedeschi: farci sopravvivere sin quando non saranno pronti a costruire il loro “super-Euro” e avranno spostato l’asse dei loro commerci fuori dall’Eurozona. Magari dopo aver comprato in Italia tutti gli asset industriali importanti. Ci lasceranno magari le micro imprese che tanto piacciono al professor Stefano Micelli, con il quale ho avuto uno scambio altrove, e che non servono a nulla e si prenderanno ciò che di utile abbiamo ancora. Sempre Re-Define sostiene con chiarezza che “anche con bassi costi di indebitamento i Paesi più indebitati dell’eurozona dovranno misurarsi con un livello di indebitamento insostenibile poiché le loro economie subiranno un calo pesante sotto il peso delle misure di austerità”
Perché la manovra di Monto è una manovra pesantemente recessiva che abbasserà ancora di più i livelli di produzione economica, deprimerà gli acquisti, aumenterà la disoccupazione. Ci ritroveremo a giugno (o forse prima) con una economia in totale recessione e depressione che – se anche potrà prendere a prestito altri soldi – non sarà in grado di uscire dalla crisi.
Keynes scrisse che in una situazione di deficit il potere sta dalla parte dei debitori, non dei creditori. Se avessimo fatto un fronte comune di solidarietà con spagnoli, greci e portoghesi e avessimo disegnato un piano di uscita dalla crisi basato su una spinta all’economia e manovre non recessive ma stimolative del mercato avremmo potuto avere qualche speranza di farcela. Se avessimo detto alla Germania: “questo è il nostro unico piano ed è un piano di rilancio e stimolo all’economia e non un piano di massacro sociale, o lo finanzi o coli a picco insieme a noi” i tedeschi avrebbero dovuto cedere.
Ma il Nonno Sporcaccione che ci ha governati negli ultimi anni era l’esecutore maldestro della politica dell’Unione Europea. Il Tecnocrate Bocconiano che ci governa oggi è l’esecutore capace e non pensa per nulla di mettere i bastoni tra le ruote ai tedeschi.
Immaginate di avere undebito di 10 milioni di euro con una banca e di non avere nulla di intestato: né auto, né casa. Chi pensate avrebbe il coltello dalla parte del manico, voi o la banca? In una condizione simile potreste rinegoziare il debito, chiedere che vi facciano lavorare, ipotizzare un piano di rientro alle vostre condizioni. E la banca dovrebbe cedere piuttosto che rimanere con un pugno di mosche in mano. Se invece vi fate prendere dalla paura e la banca vi offre un altro prestito a tassi bassi e lo accettate, vi indebiterete ancora di più e darete il tempo alla banca di coprire la sua perdita. Questo è esattamente quel che ha fatto Berlusconi e che ora, più professionalmente, sta facendo Monti. Ci indebiteremo ancora di più smantellando con l’austerità ogni possibilità di reagire in futuro. Quando il futuro arriverà saremo totalmente nelle mani dei tedeschi e dei loro amici francesi. Con in più un Paese devastato dalle disuguaglianze e dalla recessione. Ma Eugenio Scalfari sicuramente troverà il modo di scrivere un altro sapido articolo inutile e disinformativo.

 

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