Tag

, , , ,

Qual’è la partita che sta giocando Mario Monti? Quella partita che nessun giornale italiano interpreta? Perché l’Unione Europea ha una manciata di giorni come ci ripetono? Perché Herman Van Rompuy, Barack Obama e José Manuel Barroso si sono incontrati con urgenza? Cosa significa che gli Stati Uniti “faranno la loro parte per risolvere la crisi dell’Euro” come ha detto Obama?

Gwyn Prins, direttore del Mackinder Center della London School of Economics, due giorni fa in una intervista rilasciata a “Panorama” ha detto qualcosa di significativo: “I leader europei dovrebbero ammettere di aver sbagliato tutto. In termini economici, la cosa migliore sarebbe tornare alle valute nazionali, ma è una scelta impraticabile e alla fine si preferirà la divisione dell’euro in due, politicamente  una possibilità più realistica. I leader europei hanno utilizzato la creazione dell’uro per forzare la nascita di un’unione politica e questo è un gioco molto pericoloso. Guardi per esempio cosa stanno facendo i cinesi: stanno riducendo la loro esposizione sul mercato dei bond tedeschi. I bond tedeschi sono sicuri finché è sicuro l’euro e se i cinesi e i giapponesi stanno riducendo la loro esposizione, che è l’opposto di quello che dovrebbero fare, ciò significa  che prevedono la totale incapacità degli attuali governanti europei di trovare una soluzione alla crisi.”

Proviamo a tradurre quello che dice Prins alla luce di quello che sta succedendo. La Germania ha assunto una posizione rigida che non può sostenere. Tutti sanno perfettamente che qualsiasi provvedimento “lacrime e sangue” annuncerà Monti tra quattro giorni l’Italia non potrà in nessuno modo uscire dalla crisi in sedici mesi. Il punto è chiaro a tutti: la ricetta liberista a base di privatizzazioni, svendita dei gioielli nazionali, aumento delle tasse e distruzione della classe media non funziona. O, meglio, non funziona sul breve periodo e non c’è tempo. La Grecia ha fatto tutto quello che poteva fare (andate a farvi un giro ad Atene per vedere le conseguenze) e non ne è uscita. Insomma quel che deciderà Monti non servirà a niente in tempi brevi. Questo non significa che il liberista Monti non prenderà delle misure. Prenderà delle misure da massacro sociale che torneranno utili sul lungo periodo per finire di distruggere quello che rimane del welfare state. Ma queste misure non serviranno a risolvere la partita dell’Euro. Semplicemente perché una manovra da 20 miliardi come quella annunciata blocca momentaneamente l’emorragia dell’Italia ma non può prevedere nessuna seria misura di rilancio economico. La storia è semplice: se si impongono dei sacrifici e si deprime l’economia non è possibile chiedere a quella stessa economia di fare un salto in avanti. Occorrerebbe, contemporaneamente una enorme iniezione di liquidità. Per l’Italia, a occhio e croce, occorrerebbero 600 miliardi di euro.

Allora il punto è che Monti sta cercando qualcuno che ci presti 600 miliardi di euro senza chiederceli indietro domani mattina o imporci interessi tali da ridurci come un Paese del Terzo Mondo. Semplificando: Monti è più affidabile del Nonno Sporcaccione e a Monti si può concedere un prestito che al Nonno Sporcaccione nessuno avrebbe mai concesso. Ma chi può mettere a disposizione questi soldi? Il Financial Times lo sa benissimo e Gideon Rachman lo ha scritto ieri: soltanto il Fondo Monetario Internazionale. L’intoppo sta qui. La BCE e la Bundesbank non vogliono che l’Italia venga salvata dal FMI (ossia dagli americani) ma non hanno gli strumenti per impedirlo. Se la Banca d’Italia chiedesse ufficialmente domani un prestito al FMI nulla potrebbe impedirlo, neppure tutta l’Unione Europea messa insieme, sarebbe infatti un accordo bilaterale. Se il Fondo Monetario Internazionale prestasse dei soldi a Monti la BCE perderebbe qualsiasi credibilità.

Negli ultimi due giorni i mercati hanno capito che stanno arrivando i soldi. La liquidità è aumentata e le borse sono schizzate verso l’alto. Da qualche parte sta arrivando il 7° Cavalleria. Alle 9.30 di stamattina (ossia mentre sto scrivendo) sta parlando Mario Draghi al Parlamento Europeo. E Draghi dice una cosa importante: la BCE la prossima settimana aumenterà la liquiditò delle banche dell’eurozona e che l’8 dicembre verranno introdotti prestiti a lungo termine (ossia a tre anni) alle banche centrali dei paesi dell’Unione. Volete che vi traduca in termini comprensibili a noi poveri mortali cosa vuol dire Draghi? Vuol dire che la BCE ha accettato i fondi dal FMI e che sarà “prestatore di ultima istanza”. Il meccanismo è questo: l’FMI presta soldi alla BCE e la BCE li presta ai Paesi in difficoltà. In questo modo la BCE salva la faccia e rende inutile un accordo tra i singoli Paesi e l’FMI.

La partita di Monti, quella che non scrivono i giornali, è semplice: ottenere un prestito. La BCE non ha soldi. La Germania non vuole che l’FMI presti direttamente denaro all’Italia. Il compromesso si sta raggiungendo nei termini che ho detto prima. Ritardare l’annuncio ufficiale della manovra al 5 dicembre serve a Monti per capire quanto denaro ci verrà concesso e da chi. Se infatti dovesse annunciare solo la manovra da 20 miliardi i mercati non reagirebbero positivamente come non hanno reagito positivamente per la Grecia. Bisogna essere ottimisti? Sì e no. Sì perché se arrivano 600 miliardi di Euro abbiamo qualche possibilità di rimanere a galla. No perché dovremo restituirli e per restituirli saremo costretti a cedere tutto quel che rimane della nostra capacità di decidere da soli delle nostre vite.

Molto probabilmente questi soldi serviranno ad evitare il crack dell’euro e a guadagnare il tempo per modificare i trattati e “purificare” l’Eurozona dai Paesi più disastrati. Che l’Italia rimanga o meno nell’Euro è tutto da discutere. Ma questo è un altro problema che verrà sciolto nei prossimi sei mesi.

PS. Visto tutto quel che sta succedendo mi aspetto che la BCE tagli i tassi dall’1,25% al 1%. Sarebbe una ulteriore conferma che i soldi del FMI stanno arrivando.

Annunci