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Ieri e lunedì i commentatori del centro-destra sconfitto e in pezzi ironizzavano sul mancato effetto Monti sulle borse e sullo spread. Con tutto il provincialismo da Scilipoti presumevano che gli occhi fossero puntati sull’Italia. In realtà ieri è successo quello che oggi sul Financial Times descrive Neil Williams, capo economista del Hermes, uno dei fondi di investimento inglesi: “I mercati hanno perso la pazienza e stanno puntando alla giugulare cioé ai paesi centrali e non più alla periferia”.

Il domino dell'Euro

Si perché l’Italia è la periferia. Adesso tutto il sistema si è indebolito. Come dicevo l’anno scorso su queste pagine, finita la partita con la Spagna e l’Italia il colpo sarebbe andato a segno verso i cosiddetti “Paesi forti” dell’Eurozona. All’epoca l’ex amico Flaneurotic aveva dei dubbi. Ma da ieri non ci sono più dubbi. Lo spread tra Spagna e Germania ier è salito a 482 e se considerate che Irlanda e Portogallo hano alzato bandiera bianca con lo spread a 450 dovrebbe essere chiara la gravità della questione. Ma mi direte: “la Spagna è periferia”. Giusto. Guardiamo cosa è successo altrove: il Belgio è arrivato a 314 punti, la Francia è balzata a 192 e l placida Austria a 184. Persino Olanda e Finlandia hanno visto crescere la loro distanza dalla Germania.

I mercati stanno liberandosi di tutti i titoli di Stato fatta eccezione per quelli tedeschi che viaggiano a gonfie vele. Immaginatevi un branco di lupi che attaccano una mandria. Prima colpiscono i più giovani e i più vecchi, quelli che corrono meno. Poi quando il branco è terrorizzato si buttano su quelli vigorosi ma sfiancati. Sta succedendo esattamente questo. E il salto di 100 punti del differenziale tra Francia e Germania vi dice già che adesso i lupi stanno mordendo la Francia. Tutto come si prevedeva. Tutto mentre la Cancelliera Merkel sostiene che occorre modificare il Trattato di Maastricht e che, adesso, bisogna prevedere la possibilità per i Paesi aderenti di uscire dall’Euro.

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