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Il Nonno Sporcaccione non c’è più. O meglio: c’è ma la sconfitta che ha subito è tale che la sua armata Brancaleone passerà qualche tempo a riassestarsi. Gli Scilipoti, i Verdini, i Cicchitto, i Gasparri e gli altri che non voglio ricordare saranno occupati a regolare i conti a vicenda. Il Nonno Sporcaccione probabilmente dovrà sostenere i suoi processi e sarà occupato ad occuparsi dei fatti suoi (come d’altronde ha fatto negli ultimi anni). Abbiamo gioito e cantato. Dopo tante umiliazioni abbiamo tirato un sospiro tra il gioiso e il soddisfatto. Bene. Godiamoci questa domenica in attesa dei ministri “tecnici” e da lunedì pronti con le lacrime e con il sangue.

Perché ci hanno venduto una bufala facile. Ci hanno detto che stavamo sull’orlo del precipizio perché con il Nonno Sporcaccione non avevamo più alcuna credibilità come nazione sui mercati. Noi – almeno molti di noi – pensano che un Presidente del Consiglio dei Ministri “credibile” sia un signore che sa tenere a posto le sue voglie sessuali, sa comportarsi come uno statista, si occupa del Paese e si non massacra la Costituzione. In realtà di questa “credibilità” da buone, vecchie buone maniere non gliene importa nulla a nessuno. Per quanto imbarazzanti fossero le avventure del Nonno Sporcaccione levatevi definitivamente dalla mente che siano state la causa della perdita di “credibilità”. La “credibilità” – per i mercati – è la capacità di sconfiggere la speculazione o di ubbidire alla speculazione. Oggi nel mondo soltanto USA, Cina e (forse) Germania sono pesci troppo grossi per gli speculatori. Tutti gli altri sono pesci piccoli (la Grecia ad esempio) o pesci medi (la Spagna e ancor di più l’Italia). Quando un pesce è piccolo o medio e nei dintorni girano gli squali, il pesce piccolo o medio deve ubbidire. Per la speculazione internazionale chi ubbidisce è “credibile”.

Quello che ci è successo è facile da riassumere. In primavera il famoso spread tra i Btp e i Bund era di 120 punti. Questo spread è la differenza che paga lo Stato Italiano per rimborsare i suoi titoli di Stato. Si fa il titolo di stato tedesco pari a 100 (perché è il più affidabile) e si misurano gli altri su questa scala. Più i punti di spread crescono più i titoli di stato italiani sono remunerativi per chi li compra. Ma più sono remunerativi più sono rischiosi. Per capirci se il governo di uno dei paesi più poveri del mondo come il Burundi vuole convincere gli investitori internazionali a comprare i suoi titoli di stato, dovrebbe offrire un interesse astronomico agli acquirenti. Infatti soltanto un matto o un santo investirebbe i suoi denari avendo la quasi certezza che non solo non gli pagheranno gli interessi ma, quasi certamente, non gli rimborseranno il capitale.

Dicevamo dunque che a primavera il differenziale tra Bund e Btp era di 120 punti base. Insomma niente male. I mercati ci definivano solvilbili. E sto parlando di primavera 2011. Ossia di un periodo nel quale già la “credibilità” del Nonno Sporcaccione era ai minimi termini. Dalla primavera ad oggi siamo passati da 120 a 500 punti base con un picco di 600 punti base. Ma dalla primavera ad oggi il governo non ha fatto praticamente nulla. Ed anche uno dei governi più immobili e incapaci come quello presieduto dal Nonno Sporcaccione per provocare un disastro del genere deve combinare cose degne della Rivoluzione Bolscevica.

Si dice che il nostro debito pubblico sia la causa di tutto questo. Ci venderanno questa bufala per molto tempo. Dalla primavera ad oggi il nostro debito pubblico è rimasto quello che era più o meno. Come mai eravamo “credibili” con lo stesso debito pubblico a marzo e non siamo più “credibili” a novembre? Ci deve essere qualcos’altro.

Cosa vogliono gli speculatori? Fare buoni affari. E un Paese nel quale si fanno buoni affari come deve “governare” l’economia? Secondo la ricetta liberista e del FMI bisogna: privatizzare, liberalizzare, fare sì che la gente lavori il più a lungo possibile e vad tardi in pensione, che l’amministrazione pubblica costi poco, che il lavoro costi poco e sia poco garantito dalle leggi. Insomma chi lavora deve produrre molto, costare poco (quindi guadagnare poco) ed essere facilmente licenziabile. In un Paese che si regola in questo modo si fanno affari d’oro. Gli investitori arrivano e comprano. Investono perché il costo del lavoro è basso, fanno acquisti perché si vendono a basso prezzo i gioielli di famiglia: distribuzione dell’acqua, beni e servizi pubblici, sanità, infrastrutture viarie, etc.

Mi direte che il Nonno Sporcaccione voleva fare tutte queste cose. Vi sbagliate. Il Nonno Sporcaccione non è un vero liberista. Potremmo definirlo un azzeccagarbugli, un apprendista stregone. Fino a che ai mercati è sembrato che avesse il consenso del popolo italiano è rimasto credibile. Quando però, questa estate abbiamo votato il referendum contro le privatizzazioni, i mercati si sono accorti che non aveva più il consenso per fare le riforme liberiste. A quel punto neppure il nostro anziano sporcaccione poteva garantire tutte quello che i mercati vogliono. Perciò la credibilità di un servo così incapace è diventata inutile.

Da lunedì cambia musica. Il più grande speculatore del mondo, la Goldman Sachs, si troverà in Italia come Presidente del Consiglio dei Ministri il suo ex vicepresidente. Perché Mario Monti è stato proprio il vicepresidente di Goldman Sachs. Per questo motivo è credibile. Ed è anche credibile perché i Bersani, i Di Pietro, i Casini, una parte del PDL mentre Mario Monti sarà al governo non disturberanno il manovratore, non promuoveranno referendum e ogni cosa, anche la macellazione della sicurezza sociale, passerà in nome della urgenza e della salvezza nazionale. Con il suo ex vicepresidente ad ubbidire e una ex opposizione più anestetizzata di prima, Goldman Sachs farà soldi a palate.

Lunedì sostituiremo un servo incapace con un servo abile. Servo non nell’accezione dispregiativa si badi bene: servo come servitore, come colui che esegue gli ordini. E nessuno discuterà gli ordini. I pretoriani del Nonno Sporcaccione oggi dicono che l’Italia è stata svenduta alla speculazione internazionale. Mentono. L’avevano già svenduta loro ma non sapevano lavorare bene e sono stati licenziati. Gli Scilipoti e i Leghisti fuori di testa non avevano credibilità. Mario Monti ne ha e molta.

Vi ricordate Pulp Fiction, il film di Tarantino? Ad un certo punto i nostri due killer incapaci combinano un pasticcio e chiamano qualcuno in grado di porci rimedio. Alla porta suona Harvey Keitel che dice: “Mi chiamo Wolf e risolvo problemi”. Lunedì alla nostra porta busserà un uomo che ci dirà “Mi chiamo Monti e risolvo problemi, quelli della Goldman Sachs”. State con gli occhi aperti e non bevetevi tutto quello che tenteranno di farci bere. Qualsiasi cosa sia l’hanno già fatta bere ai greci.

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