Tag

, , , , , ,

Era il giorno delle 900 città, il giorno di chi voleva dimostrare il proprio dissenso rispetto al sistema unico di pensiero economico. Al neo-liberismo che – approfittando di una crisi che ha creato – sta dando l’ultimo colpo a quel che era rimasto dei sistemi di solidarietà sociale. L’unico Paese, l’unica città nella quale tutto questo è stato trasformato nella sagra della violenza è stata l’Italia, è stata Roma.

Inutile domandarsi perché. Il movimento contro la globalizzazione finanziaria non piace a nessuno. Non piace al PD del Lider Maximo D’Alema che lo critica perché “disordinato”. Non piace ovviamente al Governo Scilipoti-Berlusconi. Non piace in generale alla macchina della politica. Fatta eccezione per il triste Pannella impegnato a farsi riprendere per conquistare cinque minuti di televisione a costo di prendersi insulti e sputi. Immeritati o meno lo lascio al vostro giudizio.

Quel che gli scontri di Roma hanno messo in rilievo è in primo luogo la volontà di rendere più disarticolato possibile questo movimento. I politici non c’erano, non solo perché la gente non li voleva. Non c’erano perché bene o male (a parte qualche piccola eccezione) tuttio indistintamente hanno abbracciato il dogma del liberismo. La favola dell’errore tattico delle forze dell’ordine ce la raccontano da quarant’anni. Questa era l’immagine che si voleva restituire del movimento. Fermare i cosiddetti “black bloc” non era funzionale. Si poteva fare ma non è stato fatto.

In secondo luogo il movimento ha manifestato tutti i suoi limiti. Limiti enormi. La battaglia è di fondamentale importanza. Gli stessi “indignados” spagnoli si sono posti il problema di come strutturare il movimento al di là delle piazze. Gli “indignati” italiani non hanno la percezione della improrogabilità di una necessaria organizzazione. Assai profonda è una ignoranza di fondo e di ragionamento. Scendere in piazza senza altra arma se non l’indignazione non può funzionare. Occorre tornare a fare politica, perché il 99% di quelli che sfilavano sono la parte migliore del Paese. Non riusciranno a dimostrarlo se non si trasformeranno da movimento a soggetto politico. Soggetto politico magari nuovo ed innovativo, ma soggetto politico.

Annunci