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Non mi è mai piaciuta Wikipedia. Intendiamoci, l’idea di una grande enciclopedia on-line è valida è importante. Quel che non mi è mai piaciuto sono le modalità con le quali viene costruita. Spesso voci economiche, storiche, mediche, etc. sono fatte malissimo e da gente particolarmente incompetente nella materia che affronta. E questo vale soprattutto per la versione italiana. Ciò posto la legge che questo governo liberticida e ignorante si appresta a varare è una mostruosità degna soltanto delle peggiori e più infami dittature. Il disperato appello di wikipedia dovrebbe allarmarci tutti. Ma se anche della cultura vi importa poco cercate di considerare le cose sotto un altro aspetto, quello economico. Il testo proposto dalla legge è il seguente:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Questo significa che qualunque pazzoide che senta diffamato sé stesso, il suo cantante preferito, il suo ristorante o il suo albergo preferito può scrivere a qualsiasi testata o persino blog chiedendo una rettifica. Economicamente questo significa bloccare tutta la macchina di Internet. Nessuno avrà più voglia di pubblicare qualsiasi contenuto, perché rischiare? In questo modo non si ferisce solo la democrazia ma anche uno strumento che sta diventando essenziale per gli affari, per gli acquisti. Immaginatevi di andare che so, a Milano, immaginate di scrivere al ritorno una recensione nella quale sconsigliate di scendere in quell’albergo con una serie di motivazioni sensate. Bene, la direzione dell’albergo può obbligarvi a pubblicare entro quarantotto ore una smentita. E se siete via in vacanza o in ospedale e non lo fate vi troverete una multa salata e guai giudiziari. Lo stesso vale se il vostro televisore si è rivelato una schifezza o se qualsiasi cosa abbiate acquistato si rivela difettosa. Non potrete recensirla negativaente, e non potrete recensire un libro su ibs o amazon. Insomma tutta la macchina degli acquisti che si basa prevalentemente sul passaparola, sulle recensioni dovrebbe rimanere muta. Questo significa eliminare la conncorrenza, sfavorire i consumatori e se volete deprimere ancora di più gli acquisti. Economicamente non ha senso. Il governo presente che ha ideato questo orrore si è presentato come un governo “liberale”, parla di libertà, si fa chiamare (o si è fatta chiamare) “Casa delle libertà” o “popolo delle libertà”. In realtà chi lo compone ragiona essenzialmente in modo totalitario e stalinista. Questo non è un bavaglio è un atto di terrorismo verso tutti noi, perché solo le persone terrorizzate dalle leggi ingiuste si riducono al silenzio.

Per parte mia, se questa legge passasse, continuerò a fare come ho sempre fatto, ad accogliere senza censura (a parte per il turpiloquio evidente) gli interventi dei lettori. Ed io farò come ho sempre fatto: non mi censurerò. Continuerò a scrivere. Che vengano a prendermi, che vengano a prenderci.

PS. Prima di scrivermi criticando il fatto che non mi piace Wikipedia, se leggete l’inglese andate a questa pagina. Condivido tutto quello che c’è scritto.

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