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Pochi minuti fa il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera. Pare sia stata decisiva l’onorevole Catia Polidori che alcuni giorni fa aveva rilasciato questa dichiarazione:

l'on. Catia Polidori

Roma, 2 dic. (Adnkronos) – In riferimento alle indiscrezioni che attribuiscono perplessita’ a Catia Polidori circa la mozione di sfiducia annunciata da Fli insieme ad Udc ed Api, la stessa Polidori dichiara: ‘La notizia e’ del tutto destituita di fondamento. Il gruppo di Futuro e Liberta’ per l’Italia e’ coeso e compatto’. Chi voleva che cadesse il governo oggi certamente non l’avrà presa bene. Ma tutto sommato la Polidori non è mai stata parte dell’opposizione. Non è mai stata candidata e rappresentante del PD. E se anche il PD – immobile come una statua di sale – ha sperato di poter vedere il governo implodere senza nulla fare (giacché nulla sa fare) non è la Polidori il problema. Più decisivi e dolorosi sono i voti a favore di Berlusconi espressi da quei parlamentari che sono stati eletti con i voti dell’opposizione e che – senza alcun rossore – sono

Massimo Calearo.

passati a ingrossare le fila della maggioranza. Si dice che se un ladro riesce a rubare c’è anche la responsabilità di chi gli ha permesso di farlo. E nel PD c’è un’arte sopraffina (che anche Di Pietro sta copiando) nello scegliere candidati inaffidabili pronti ad andarsene al momento più opportuno. Certo si tratta di infortuni politici. Ma nel PD gli infortuni politici non si pagano. Si rimane dolcemente incollati alla seggiola della propria carichetta di Partito. E se il Partito muore pazienza. Oggi a determinare la vittoria di Berlusconi è stato un altro uomo, l’epitome della stupidità dell’opposizione che l’ha candidato: Massimo Calearo.  Eletto in Veneto, l’imprenditore Massimo Calearo, è giunto a rappresentarci in Parlamento grazie al PD. Lo volle Veltroni e lo candidò primo della lista PD. Era il periodo in cui il “cinefilo” Veltroni intendeva dare al PD quel non si sa che di nuovo, quel nuovo che doveva vedere nello stesso partito tutti meno che le persone di Sinistra. Calearo – imprenditore cresciuto nell’azienda paterna da buon figlio d’arte – dopo essere stato eletto se ne andò dal PD dicendo di non essere mai stato di Sinistra. Poi se ne andò con Rutelli in quel partito di cui, forse, nessuno sentiva la necessità come Alleanza per l’Italia. Salutato anche Rutelli oggi insieme ad altri due colleghi (tal Scilipoti e Cesario) ha votato e salvatro Berlusconi.  Dunque dal Veneto provengono due elementi decisivi che oggi hanno creato le premesse per una vittoria numerica di Berlusconi (vedremo se anche politica). Potrà sembrare tirata per i capelli come riflessione ma – senza dubbio – la storia di Polidori e Calearo apre la possibilità di riflettere su come la classe dirigente italiana, quella classe che siede in Parlamento e cambia le nostre vite recluta se stessa. Gianfranco Fini ha reclutato una signora i cui legami familiari andavano tutti nella direzione quasi scritta in anticpo di oggi. Il cugino della Polidori infatti è il padrone della CEPU e da sempre ha appoggiato il Presidente del Consiglio. Non me la sento di colpevolizzare la signora Polidori, semmai chi l’ha reclutata. Neppure mi sentirei di colpevolizzare Calearo. Che sia un voltagabbana è cosa nota. Quasi certamente sarebbe rimasto nella sua Vicenza a fare i suoi affari se non fosse stato reclutato da Veltroni e poi da Rutelli. Fini, Rutelli, Veltroni dovrebbero essere dei politici esperti e questi infortuni fanno pensare ad una leggerezza totale, colpevole e venata di stupidità nello scegliere gli uomini e le donne destinati/e a far politica. Il dramma è che queste sciocchezze politiche sembrano avere nel Veneto una

Giuseppe Bortolussi, altro candidato PD che del PD non ne vuol sapere nulla.

vera e propria scuola. Prendiamo ad esempio le ultime elezioni regionali che hanno portato alla Presidenza della Regione l’ex ministro Luca Zaia. Nella corsa elettorale il PD aveva candidato il presidente della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi. Dopo la (prevedibile) sconfitta Bortolussi che fa? Esattamente come Calearo: scopre di non avere la tessera del PD e quindi in Regione si fa il suo gruppo autonomo. La segreteria del PD Regionale, Rosanna Filippin, da Bassano del Grappa, sposorizzatrice di Bortolussi cosa fa? Si dimette? Anche in considerazione del fatto che l’altra possibile candidata (lei sì con la tessera del PD) il sindaco di Montebelluna, Laura Puppato da sola e non prima in lista, si porta a casa 26.000 preferenze, una lettera di dimissioni della Filippin ci stava. Immune da qualsiasi senso di vergogna (esattamente come oggi non proverà vergogna né Fini, né Veltroni, né Rutelli) il Segretario Regionale del PD Rosanna Filippin rimane saldamente ancorata al suo posto dopo aver sbagliato candidato, dopo che in due anni i voti del PD in Veneto sono passati da 812.406 del 2008 a 456.309 del 2010. Come darle torto? Se un Fini, un Veltroni, un Rutelli si comportano da cialtroni della politica nazionale, perché dovrebbe dimettersi lei?

Rosanna Filippin e Bersani. Ovvero fare errori è un'arte che non prevede le dinissioni.

L’opposizione in questo Paese ha un modello oramai definito. O meglio: il PD principale partito di oppossizione ha una missione: scomparire. Scomparire scegliendo candidati improbabili come Calearo e Bortolussi, scomparire per afasia politica, per mancanza di progettualità, per incapacità di capire la realtà che li circonda. Non è colpa dei Calearo e dei Bortolussi se il PD è tutto fuorché un partito di opposizione. La colpa non è di chi fa il voltagabbana. La colpa è di una classe dirigente incapace a livello nazionale (leggi Bersani) di selezionare quadri credibili a livello locale che non siano come la Filippin che è solo notaio immobile della scomparsa per emorragia del partito. Dimissioni? Sì, qualcuno si dovrebbe dimettere. Ma nel PD, una volta per tutte.

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