La teoria del Sistema Mondo dunque ipotizza il formarsi – secoli dopo secoli – di diversi centri con delle periferie. Un conseguente scambio ineguale tra centro e periferia fa sì che nel tempo il centro si arricchisca a spese della periferia. Vedremo in un prossimo post questo meccanismo parlando dei “cicli di accumulazione”. I “sistemi-mondo” che si formano hanno dei cicli di vita. Un “sistema-mondo” decade quando il capitalismo compie una sorta di “salto” in avanti “tecnologico” o mutano le condizioni geopolitiche. Per fare un esempio concreto possiamo pensare al Mediterraneo e al Mare del Nord. Tra XI e XV secolo nel Mediterraneo si forma un “Sistema- Mondo” dapprima diviso tra Genova e Venezia e, successivamente, con la sola Venezia. Fulcro di questo “sistema-mondo” è il traffico con l’Oriente. In altri termini Venezia è il centro di un sistema che prospera entrando in contatto con il sistema-mondo asiatico che ha il suo centro in Cina. La scoperta dell’America – ma ancora di più la rotta portoghese che circumnaviga l’Africa e sbocca direttamente sui mercati dell’India – mette in crisi il Sistema-Mondo veneziano che inesorabilmente inizia a decadere. In questo caso Venezia decade sia perché perde il monopolio della rotta commerciale, sia perché dal punto di vista geopolitico la scoperta delle Americhe sposta l’asse del commercio verso Amsterdam. Gli olandesi in questo caso sviluppano pratiche finanziarie sconosciute ai veneziani e fanno compiere un salto di qualità al capitalismo. Ecco dunque che il baricentro del “Sistema-Mondo” si sposta facendo diventare una area periferica centrale. Diventa chiaro allora perché il dibattito si è incardinato sul tema temporale. Domandarsi quando è iniziato il ciclo dei diversi “Sistemi-Mondo” è stato considerato un elemento centrale per determinare quando nasce il capitalismo. A mio avviso occorre modificare la prospettiva. Sinora si è fatto coincidere il “Sistema-Mondo” con il capitalismo come se fossero due cose identiche con due diversi nomi. Ma la teoria dei “Sistemi-Mondo” non è legata al capitalismo. Il Sistema-Mondo si crea – a mio avviso – quando nella storia dell’uomo abbiamo il passaggio di una società dall’organizzazione dei cacciatori-raccoglitori a quella dei contadini. Ossia – in parole povere – quando gli uomini si accorgono di poter essere più efficienti dal punto di vista della sopravvivenza diventando agricoltori stanziali scoprono i vantaggi della “accumulazione”. Un gruppo di agricoltori organizzati produce raccolti che non sfamano le persone soltanto per un periodo di tempo puntuale. A seconda della resa agricola è possibile accumulare cibo per il futuro, creando di fatto delle “eccedenze”. La creazione di eccedenze permette ad una parte della popolazione di dedicarsi ad altre attività anche non connesse direttamente all’agricoltura. La nascita di mercanti, di soldati, di sacerdoti dediti professionalmente alle loro attività si riscontra in quelle società che hanno imparato ad “accumulare”, a creare eccedenze. Tecnicamente non siamo in sistemi capitalistici come Marx li intendeva, siamo però in un “Sistema-Mondo” che sta nascendo anche su piccola scala (la scala ad esempio della città-stato greca con il suo   territorio e le sue colonie come periferia). Atene cresce come “Sistema-Mondo” grazie alla possibilità di creare scambi ineguali con il suo impero marittimo e le città soggette direttamente o indirettamente. Il capitalismo è una tecnica non lo spirito del sistema. Il cuore sta nella “accumulazione” come concetto fondante delle società umane, come soluzione di sopravvivenza. L’accumulazione è l’invenzione, il capitalismo tutto ciò che successivamente viene introdotto per migliorare e ampliare gli effetti della accumulazione. Nel prossimo post vedremo allora cosa dice la “teoria dei cicli di accumulazione”.

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