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La teoria del Sistema Mondo è quella cui faccio riferimento nella mia ricerca e questo per due motivi: fornisce una chiave di lettura di “lunga durata” dello sviluppo economico e interpreta le ragioni dei flussi migratori.
La teoria nasce alla fine degli anni Ottanta del Novecento ed ha tre punti di riferimento: Immanuel Wallerstein, Samir Amin e Giovanni Arrighi. Si è parlato di una teoria neomarxista per il fatto che l’economia viene interpretata come la base del mondo – una specie di motore immobile che crea ogni altra pulsione – e che sia l’economia a determinare i fatti sociali. Però a parte il porre al centro della storia l’economia la teoria del Sistema Mondo è molto di più di un Neo-Marxismo.
In primo luogo a distinguere questa teoria dal marxismo classico c’è la questione delle origini dell’economia e quindi del capitalismo. Andre Gunder Frank sostiene che il primo Sistema Mondo si sarebbe formato addirittura nel 4000 a.C. il che sarebbe ben prima della nascita del capitalismo posta da Marx nell’Ottocento. Frank è certamente il più “estremista” tra gli studiosi che si rifanno a questa teoria ma anche gli altri – come Immanuel Wallerstein – pongono la nascita del capitalismo e quindi del sistema mondo al XVI secolo.
Trascurando per il momento Frank possiamo dire che il fondatore della teoria è stato Immanuel Wallerstein. Cosa è allora un Sistema Mondo per Wallerstein? Si tratterebbe di un insieme di meccanismi che ridistribuiscono le risorse economiche del pianeta a partire da un “centro” verso delle “periferie”. Il “centro” del sistema sono i Paesi più sviluppati e la “periferia” quelli meno sviluppati. Mentre il “centro” sviluppa la ricchezza attraverso l’industrializzazione, la “periferia” acquista importanza soltanto come luogo delle materie prime. In questo meccanismo di distribuzione ineguale il mercato e le sue leggi diventa il mezzo con il quale il “centro” sfrutta a suo vantaggio la “periferia”.
Il primo sistema mondo – come accennato – sarebbe sorto per Wallerstein nel periodo che va dal 1492 al 1640 (dalla scoperta delle Americhe alla Rivoluzione Inglese). Per la prima volta si sarebbe creato in questa epoca un “sistema sociale con confini, strutture, gruppi, regole di legittimazione e di coerenza. La cui vita è fatta di forze contrastanti che lo tengono insieme, da tensioni e lacerazioni provocate dagli interessi dei vari gruppi che in modo eterno tentano di rimodellarlo a proprio favore. Il Sistema Mondo ha le caratteristiche di un organismo con un ciclo di vita nel quale alcune caratteristiche rimangono immutate mentre altre rimangono stabili. Le sue strutture possono definirsi ed essere in tempi diversi forti o deboli a seconda della logica interna del suo funzionamento” (Wallerstein, The Modern World System, NYC, Academic Press, 1974, pp. 347-357). All’interno del Sistema Mondo vi sono delle caratteristiche temporali o meglio dei “ritmi ciclici” di breve termine ossia le fluttuazioni economiche e delle “tendenze di lungo periodo” come la crescita economica generale e il declino economico generalizzato. Vi sono poi quelle che Wallerstein chiama “contraddizioni” ossia delle controversie tra un ritmo ciclico di breve termine e una tendenza di lungo periodo. Per fare un esempio  un periodo di bassi consumi spinge verso il basso i salari dei lavoratori dipendenti e  aumenta il profitto di chi detiene il capitale sul breve periodo. Sul lungo periodo invece la diminuzione dei salari se si protrae troppo finisce per danneggiare la domanda di prodotto e quindi anche il capitalista. L’ultima caratteristica temporale del Sistema Mondo è la “crisi” ossia la fine del sistema a causa di una serie di circostanze che ne determinano la crisi irreversibile.

(continua)

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